Acquisto e adattamento dei mezzi di trasporto:
detraibilità delle spese

Gli aventi diritto

Hanno diritto a questa agevolazione le persone disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

La detrazione spetta indipendentemente dalla titolarità della patente speciale di guida.

All'agevolazione possono accedere anche i familiari che abbiano un disabile fiscalmente a carico. Quest'ultimo deve, cioè, essere convivente e godere di un reddito imponibile inferiore ai 5.500.000 annui. Si ricorda che le provvidenze assistenziali (ad es.: indennità di accompagnamento o frequenza, assegno mensile di assistenza, pensione di invalidità civile o di lavoro, ecc.) non costituiscono reddito ai fini IRPEF e non vanno, quindi, considerate.

Sono escluse da tale beneficio le persone affette da disabilità psichica, intellettiva o sensoriale.

Va rilevato che nel caso in cui l'acquirente disabile non possa presentare alcuna denuncia dei redditi e non possa contare su alcun familiare convivente, non è possibile applicare il beneficio di cui parliamo.

Un esempio:

Un invalido civile vive da solo, non è titolare di alcun reddito, né proprietario di case o terreni, gode solo di indennità di accompagnamento e pensione; non può, quindi, presentare alcuna denuncia dei redditi: non potrà accedere a nessuna detrazione fiscale.

La detrazione, infatti, non è altro che la possibilità di ridurre l'imposta lorda dovuta all'erario; l'ipotetico invalido di cui si parla, non deve allo stato alcuna imposta e pertanto non può operare nessuna detrazione.

Quali veicoli possono godere della detrazione?

Come nel caso delle agevolazioni IVA, solo alcune tipologie di veicoli possono accedere alla possibilità di detrazione delle relative spese, e cioè:

motocarrozzette veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente ed equipaggiati di idonea carrozzeria;

motoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente;

motoveicoli per trasporti specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;

autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;

autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 o 4,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del conducente;

autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo.

Anche in questo caso sono esclusi dalle agevolazioni, i camper, i caravan, e i quadricicli leggeri (per intendersi quelli che possono essere condotti senza patente di guida).

Tutti i veicoli debbono, in ogni caso, essere adattati in funzione della disabilità motoria del disabile che acquisterà il mezzo. Le istruzioni alla redazione del Modello 730/1999 ricordano che la tipologia degli adattamenti al trasporto ammessi alla detrazione:

pedana sollevatrice ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;

scivolo a scomparsa ad azionamento meccanico/ elettrico/idraulico;

braccio sollevatore ad azionamento meccanico/ elettrico/idraulico;

paranco ad azionamento meccanico/elettrico/ idraulico;

sedile scorrevole girevole simultaneamente atto a facilitare l`insediamento del disabile nell'abitacolo;

sistema di ancoraggio delle carrozzelle e cinture di sostegno;

sportello scorrevole.

Qualora a causa della natura dell'handicap i veicoli necessitino di adattamenti diversi da quelli sopra contemplati, la detrazione potrà ugualmente essere riconosciuta, purché vi sia sempre un collegamento funzionale tra l'handicap e la tipologia di adattamento.

E' importante sottolineare che una nota del Ministero dei Trasporti del 5 gennaio 1999 (prot. 2676/4332 UdG 8002) ha precisato che per il momento questo elenco deve considerarsi tassativo. Questo significa che nessun altro adattamento può essere accettato come finalizzato al trasporto per le persone con disabilità.

Per quanto riguarda, invece, i mezzi adattati con dispositivi di guida e destinati quindi a disabili titolari di patente speciale di guida per ridotte capacità motorie, si continua a far riferimento alle indicazioni delle Commissioni patenti riportate nel certificato di idoneità e nella stessa patente di guida. Tra i veicoli adattati alla guida sono compresi anche quelli dotati di solo cambio automatico, purché sia stato prescritto dalla Commissione medica locale che accerta l'idoneità alla guida; tale prescrizione è evidenziabile nella stessa patente speciale.

Diversamente da quanto previsto dalle agevolazioni IVA, non viene fissata alcuna limitazione di cilindrata; è pertanto possibile portare in detrazione, ad esempio, un veicolo (comunque adattato) con motore a benzina che superi i 2000 centimetri cubici che non ha potuto godere dell'IVA agevolata, per eccesso di cilindrata.

Vale la pena di precisare che la detrazione spetta sia sulla spesa di acquisto del mezzo che su quella degli accessori necessari all'adattamento.

 

In cosa consiste la detrazione?

La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta; questa cifra va sottratta dall'imposta lorda che, per quell'anno, si deve all'erario.

La spesa, inoltre, si assume integralmente, cioè senza l'applicazione della franchigia di 250.000 lire prevista per altre situazioni e prodotti. Questa cifra va sottratta dall'imposta lorda che, per quell'anno, si deve all'erario.

Facciamo un esempio:

 

Un disabile acquista un veicolo e lo fa adattare spendendo 20 milioni di lire; la cifra detraibile è pari a 3 milioni e 800 mila lire (il 19%, appunto); ipotizziamo che in quell'anno debba allo Stato un'imposta sui redditi pari a 5 milioni di lire; il contribuente disabile ne pagherà solo 1 milione e 200 mila lire (o avrà un credito di pari importo).

La detrazione può essere suddivisa in quattro quote annuali di pari importo; questa possibilità è piuttosto interessante per chi può contare su redditi medio-bassi e una conseguente imposta lorda inferiore alla cifra che si potrebbe detrarre.

Un esempio

 

Un disabile acquista un veicolo e lo fa adattare spendendo 20 milioni di lire; la cifra detraibile è pari a 3 milioni e 800 mila lire (il 19%, appunto); ipotizziamo che in quell'anno debba allo Stato un'imposta sul reddito pari a 2 milioni di lire; il contribuente disabile recupera l'intero importo dell'imposta lorda, ma perde la possibilità di recuperare il rimanente milione e 800 mila perché si può detrarre solo fino all'ammontare della stessa imposta.

Quale può essere la soluzione?

Il contribuente disabile suddivide la cifra detraibile (3 milioni e 800 mila lire) in quattro quote, che devono essere di pari importo (950 mila lire), e le detrae nei quattro anni successivi, dilazionando il recupero della cifra ma non perdendo nulla.

E' stato posto un limite di spesa ammissibile alla detrazione: 35 milioni di lire. Questo significa che se si acquista e adatta un mezzo per un totale di 40 milioni, non potrotranno detrarre gli ultimi 5.

La detrazione spetta solo ogni quattro anni. Tuttavia nel caso in cui il veicolo venga cancellato (distruzione, rottamazione) dal Pubblico Registro Automobilistico prima dei quattro anni previsti, è possibile accedere nuovamente al beneficio.

In caso di furto e non ritrovamento del mezzo (il veicolo non viene, quindi, cancellato dal Pubblico Registro), sarà possibile usufruire nuovamente della agevolazione, ma sottraendo dalla spesa di 35 milioni, il relativo rimborso assicurativo.

 

Le riparazioni

Sono detraibili anche le spese per le riparazioni, dei veicoli di cui abbiamo finora trattato, che non rientrano nell'ordinaria manutenzione; sono escluse quindi, per esempio, le spese sostenute per tutti quegli interventi dovuti a normale usura del mezzo.

Sono esclusi, inoltre, i costi di esercizio del veicolo quali, ad esempio, la tassa di possesso, il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante.

 

Attenzione: la Circolare 122/1999 ha introdotto una interpretazione restrittiva sostenendo cje le spese per le riparazioni possono essere fatte valere con gli stessi limiti temporali previsti per l’acquisto e l’adattamento. Questo cosa significa? Lo spieghiamo con un esempio: un disabile acquista e adatta un veicolo e lo porta in detrazione nel 1999; nel 2000 è costretto a riparare il mezzo; non potrà detrarre la spesa poiché non sono ancora trascorsi i quattro anni dall’ultima agevolazione.

Un altro esempio, ancora più grave: un disabile acquista e adatta un mezzo e lo porta in detrazione per il 1999; nel 2005 (sono passati più di quattro anni) deve riparare il mezzo e porta in detrazione le relative spese. Nel 2006 decide di acquistare un nuovo mezzo: non potrà detrarlo; non sono passati quattro anni dall’ultima volta che ha usufruito di analoga agevolazione.

 

Quale documentazione è necessaria?

Per applicare le detrazioni di cui abbiamo parlato è necessario disporre innanzitutto delle fatture, ricevute o quietanze del veicolo, dell'adattamento, o delle spese di manutenzione straordinaria. Nel caso in cui si acquisti un auto usata da un privato (es. un altro disabile), è possibile far valere l'atto di compravendita o il passaggio di proprietà da cui risulti la spesa sostenuta.

E' poi necessario dimostrare la situazione di handicap motorio; la documentazione che è possibile far valere è la seguente:

qualsiasi certificato rilasciato da commissioni pubbliche istituite per l'accertamento dell'invalidità civile, di guerra, di servizio, del lavoro ecc.;

certificato di handicap rilasciato ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 104/1992 in cui sia espressamente indicato che l'handicap è di natura motoria.

Nel primo caso vengono accettate le certificazioni che indichino esplicitamente che si tratta di una disabilità motoria o da cui si possibile evincere che la menomazione interessa la deambulazione o gli arti inferiori; nel caso in cui queste indicazioni non siano riportate, o la disabilità, comunque motoria, interessi gli arti superiori o derivi da altri impedimenti anatomico-funzionali, deve essere richiesta la certificazione di handicap ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 104/1992.

Va ricordato che, con l'approvazione della Legge Finanziaria per il 1999 (art. 39, Legge 448/1998) è possibile far valere, per chi è già stato riconosciuto persona con handicap (motorio, in questo caso), una autocertificazione che, se accompagnata da copia di un documento di riconoscimento, non è necessario autenticare.

 

Normativa di riferimento:

Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
"Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi"
(Pubblicato nel Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1986, n. 302)
[in particolare l'articolo 13 bis - lettera c]

Legge 27 dicembre 1997 n. 449
"Misure per la razionalizzazione della finanza pubblica."
(Pubblicata nel Supplemento Ordinario, n. 255/L alla Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1997, n. 302)
[in particolare il comma 1 dell'articolo 8]