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Legislazione

Abbattimento barriere architettoniche

Agevolazioni IVA

LE LEGGI CONTRO LE BARRIERE

La struttura edilizia

Contributi economici

Detraibilità spese per eliminazione Barriere

Barriere  Architettoniche

La definizione sintetica di barriera architettonica la troviamo nel d.m. 236/89, art 2. E riassumibile :

A) gli ostacoli fisici che limitano e impediscano la mobilità dei cittadini, (quindi non solo dei disabili), principalmente e, ovviamente, tutti coloro che hanno capacità motorie ridotte o nulle;

B) gli ostacoli che impediscono l'utilizzo di attrezzature e sevizi, (impianti sportivi, teatri, scuole, ascensori, bagni, ecc.);

C) la mancanza di dispositivi tecnici che impediscono ai disabili sensoriali, (ciechi e sordomuti in particolare), l'orientamento, e il riconoscimento di luoghi e fonti di pericolo, (per es.: predisposizione di tastiere con numeri in rilievo dei piani per l'ascensore e avvisatori acustici per i semafori , ecc.).

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La legislazione

La prima normativa legislativa è contenuta negli artt. 27 e 28 ex lege 118/71

L'art. 27 prevede che :

A) le nuove costruzioni di edifici pubblici, (compresi quelli scolastici, prescolastici, e di interesse sociale), debbono essere senza barriere architettoniche;

B) in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico può essere vietato l'accesso ai disabili.

C) in tutti i luoghi dove si svolgono manifestazioni o spettacoli pubblici di nuova costruzione, debbono prevedere e riservare posti per disabili non deambulanti;

D) gli alloggi dell'edilizia economica e popolare, siti nei piani terreni, dovranno essere assegnati per precedenza agli invalidi che hanno difficoltà di deambulazione, qualora ne facciano richiesta.

L'art. 28, comma 1 lettera b, insiste particolarmente sulla necessità di rimuovere gli ostacoli negli edifici scolastici, per permettere l'accesso a ragazzi disabili .

La legge 118/71, però, rinviava l'attuazione di questi dettami legislativi ad un provvedimento attuativo, provvedimento che ha tardato 7 anni. Parliamo del dpr 384/78 ; decreto che fissa misure e caratteristiche tecniche che debbono avere : scivoli, parcheggi, accessi,ecc. a titolo indicativo :

· Opere esterne all'edificio (titolo II artt.3-6)

· Marciapiedi e percorsi pedonali:

· larghezza minima m. 1,50

· pavimentazione antisdrucciolevole

· dislivello massimo dal piano stradale di cm 15

· scivolo per accedere al marciapiede: larghezza m. 1,50 - pendenza max 15%

 

Accessi

· larghezza minima m 1,50- zona antistante l'ingresso minimo m. 1,50

 

Scale

· altezza gradini max cm 6

· piani antisdrucciolevoli

· corrimano altezza cm 90

· parapetti altezza m. 1

 

Scivoli o rampe

· pendenza max 8%

· pianerottolo ogni 10 m di lunghezza della rampa, di 1,50 m. minimo di dimensione

 

Piattaforma di distribuzione

· superfice minima mq. 6 con il lato piu' corto non inferiore a m. 2

 

Parcheggi

· scivoli di raccordo con i marciapiedi o passaggi pedonali

· larghezza della piazzuola m 3 (per permettere al disabile di salire in auto con la carrozzella ).

Ulteriori chiarimenti si possono trovare nelle seguenti circolari del Ministero dei Lavori Pubblici :

N° 1270 del 28/6/79

N° 310 del 7/3/80

N° 1030 del 13/6/83

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Titolo III^ struttura edilizia in genere (art. 7-16)

Porte

· larghezza minima cm. 85, (dimensione ottimale: cm.90)

· in caso di porte successive deve essere assicurato un interspazio di m.1,50

· maniglie ad una altezza di 90 cm. circa

 

Servizi igienici

(Almeno uno dei servizi igienici previsti deve essere accessibile e riconosciuto da apposito segnale sulla porta)

· le dimensioni minime devono essere di 1,80 x 1,80 m.

· tazza wc ad altezza massima di cm 50

· lavabo ad altezza massima di cm 80

· corrimano orizzontali continui ad altezza massima di cm 80 e distanti dalla parete di cm 5

· deve essere istallato un campanello elettrico

 

Ascensori

· in tutti gli edifici con più di un piano fuori terra deve essere dotato di ascensore;

· dimensione minima della cabina : m. 1,50 di lunghezza per m. 1,37 di larghezza;

· porta scorrevole automaticamente con un apertura di cm. 90;

· tastiera dei piani con i numeri in rilievo o in braile;

· segnalazione acustica di arrivo al piano;

· tastiera all'altezza massima di 1,20 m. da terra.

 

Comandi elettrici e di segnalazione

· Tutti i comandi elettrici, ( interruttori, prese, campanelli di segnalazione, ecc), debbono essere ad una altezza massima da terra di 90 cm.

· Nonostante una normativa cosi dettagliata, gli enti pubblici erano restii alla loro applicazione, ciò dovuto a scarsità di risorse e, sopratutto, alla mancanza di sensibilità nei confronti delle problematiche dell'handicap. Tanto è vero questo, che il legislatore si vide costretto ritornare in argomento con un provvedimento che prevedeva sanzioni per chi non rispettava la normativa e finanziamenti per chi intendeva applicarla . Ci riferiamo alla legge 41 del 28/2/86 (legge finanziaria) - art.32 commi: 20-21-23-24-25. Normativa confermata e ampliata dalla legge 104/92 art. 24 . In particolare, stabilisce: "....tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico che sono suscettibili di limitare l'accessibilità e la visitabilità di cui alla legge 13/89 ........sono eseguite in conformità delle disposizioni di cui alla legge 118/71 e del dpr 384/78......."

· Segue il comma 3 che stabilisce come debbono essere presentati i progetti, la cui approvazione è subordinata al rispetto delle norme di cui al comma 1. Non solo, si stabilisce che il progetto debba essere accompagnato da una dichiarazione di conformità alla legislazione in materia. Il comma 7 stabilisce sanzioni per il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti, qualora l'edificio pubblico o privato aperto al pubblico, sia in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche.

· Infine l'art. 23 legge 104/92 detta disposizioni per agevolare l'accesso alle attività sportive, turistiche e ricreative, in particolare :

· Enti Pubblici e il Coni, debbono adeguare gli impianti sportivi di loro proprieta', ( comma 2).

· Gli stabilimenti balneari debbono adeguare le strutture ai sensi del dpr 236/89 del Ministero dei Lavori Pubblici e dell'art. 9 legge 13/89, ( comma 3).

· Le società che gestiscono le autostrade debbono adeguare gli impianti ai sensi del su citato decreto ministeriale ( comma 4 ).

· Viene prevista la chiusura degli esercizi pubblici, nel caso i gestori discriminino i disabili. norma che risente, chiaramente, di noti fatti accaduti in occasione delle ferie estive nelle nostre riviere, (comma 5 ).

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Abbattimento delle barriere architettoniche

negli edifici privati

"...Le principali disposizioni contenute nella L. 13/89 ed integrate dalla L. 62/89,e circolare del Ministero Lavori Pubblici del 22/6/89 n°1669, si applicano a tutti i progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici o da ristrutturare, sia di proprietà privata che quelli di edilizia pubblica convenzionata......." (art 1 comma 1 L.13/89)

 

Cosa debbono prevedere i progetti (L.13/89 comma 3 art 1)

1- Tutte le parti comuni di qualsiasi edificio privato debbono permettere l'accesso di persona in carrozzella. Così come gli accessi alle singole unità immobiliari;

2- rampe scale che permettano l'istallazione di servo scala o ascensore. Obbligo di prevedere l'ascensore se la costruzione ha oltre tre piani fuori terra, accesso all'ascensore in piano, (senza gradini).

 

Cosa dice la legge per l'abbattimento delle barriere architettoniche da attuare negli edifici esistenti

Parti comuni nei condomimi

Nel caso che in un condominio risieda un portatore di handicap e lo stesso, o chi ne esercita la tutela, intenda portare innovazioni alle parti comuni dello stabile atte a rimuovere gli ostacoli che impediscono la mobilità, deve sottoporre all'approvazione dei condomini le innovazioni che intende apportare. Nel caso l'assemblea approvi, le spese delle innovazioni vengono suddivise tra i condomini come da regolamento . Nel caso in cui il condominio rifiuti di apportare le innovazioni o di non considerare la richiesta del disabile, fatta per iscritto, il disabile o il suo tutore può istallare, a sue spese, servoscala, nonchè strutture facilmente rimovibili. Può anche modificare l'ampiezza della porta d'accesso per rendere più agevole l'ingresso agli edifici, garages o ascensori. (L.13 art.2 comma 2).

 

Modifica interna di alloggio in affitto

Se le innovazioni debbono eseguirsi all'interno dell'alloggio abitato dal disabile a titolo di inquilino, le innovazioni sono possibili previo autorizzazione del proprietario. Le spese sono a carico del conduttore.

Per le misure minime da rispettare onde rendere accessibile un appartamento, si rimanda a quanto indicato nel c.m. 236/89.

Vale, infine, la pena di richiamare due concetti fondamentali per l'autonomia del disabile espressi nella c.m. 236/89 :

· - Accessibilità come possibilità delle persone con ridotta capacità motoria o sensoriale di raggiungere un edificio e di fruire gli spazi in condizione di sicurezza ed autonomia.

· - Visibilità come possibilità di accedere agli spazi di relazione ed almeno ad un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono da considerarsi spazi di relazione: gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio o dei luoghi di lavoro, (mense), servizio ed incontro, nei quali la persona entra in rapporto con la funzione ivi svolta.

Da quanto sopra riportato, si deduce che tutte le aziende soggette all'obbligo di assumere disabili debbbono avere accessibile e visitabile :

· il settore produttivo

· gli spogliatoi

· almeno un servizio igienico

· la mensa.

Per una disamina completa sulla progettazione per garantire l'accessibilità ai disabili, rimandiamo alla circolare sopra citata.

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Contributi economici

La legge 13/89 (art.9) prevede contributi a fondo perduto per la realizzazione di opere finalizzate al superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti. Tali contributi possono essere concessi al singolo portatore di handicap o al condominio . E' importante rilevare che la legge 62/89, (che integra la legge 13/89), ha introdotto la possibilità di concedere contributi anche per opere da realizzare in edifici adibiti a centri o istituti residenziali per l'assistenza agli handicappati.

Il contributo è concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a cinque milioni; è aumentato del 25% della spesa effetivamente sostenuta per costi da lit. 5 milioni a 25 milioni, e di un ulteriore 5% per costi da 25 milioni a 100 milioni , (art.9 comma 2).

I contributi sono cumulabili con altri eventualmente concessi al singolo o al condominio, al centro o istituto residenziale.

 

Come richiedere il contributo (L. 13/89 art. 8 e 11)

Le domande per i contributi debbono essere presentate entro il primo marzo di ciascun anno. Alla domanda deve essere allegato :

· certificato medico, in carta libera, attestante l'handicap;

· dichiarazione sostitutiva di atto notorio da cui risulti l'ubicazione della propria abitazione o sede del centro o istituto, nonchè le difficoltà di accesso .

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Agevolazione IVA su opere di eliminazione di barriere architettoniche

La normativa sull'IVA prevede che scontino un'aliquota agevolata (4%) le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche.

Questo significa che possono godere di questo beneficio solo le più comuni spese di manodopera e di eventuale progettazione degli interventi mirati all'eliminazione delle barriere architettoniche.

Sono pertanto esclusi dall'agevolazione il materiale e i prodotti finiti impiegati per la realizzazione di dette opere.

Un esempio:
Un servizio igienico viene ristrutturato per renderlo accessibile a una persone in carrozzina. Sulle spese di manodopera e di progettazione si applica l'aliquota IVA al 4%, sulle spese di acquisto del materiale (piastrelle, igienici, vasca, ecc) si applica l'IVA al 20%.

La norma che disciplina l'IVA su questi aspetti, peraltro, non limita il beneficio ai soli disabili o ai loro familiari; ciò rende possibile l'accesso al beneficio anche ad altri soggetti (es. un condominio, una fabbrica, un ente locale).

Il fatto che le opere in questione siano effettivamente finalizzate all'eliminazione di barriere architettoniche deve risultare dal contratto o dalla relativa fattura.

Nella fattura va citato il D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, punto 41 ter della tabella A - parte II.

Va ricordato che i servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie possono fruire dell'IVA agevolata. In questo caso, tuttavia, l'agevolazione vige solo nel caso siano i disabili o i loro familiari ad acquistare direttamente il prodotto.

 

Normativa di riferimento:

Legge 29 ottobre 1993, n. 427
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 30 agosto 1993 n. 331, recante armonizzazione delle disposizioni in materia di imposte sugli oli minerali, sull'alcole, sulle bevande alcoliche, sui tabacchi lavorati e in materia di IVA con quelle recate da direttive CEE e modificazioni conseguenti a detta armonizzazione, nonché disposizioni concernenti la disciplina dei centri autorizzati di assistenza fiscale, le procedure dei rimborsi di imposta, l'esclusione dall'ILOR dei redditi di impresa fino all'ammontare corrispondente al contributo diretto lavorativo, l'istituzione per il 1993 di un'imposta erariale straordinaria su taluni beni ed altre disposizioni tributarie."
(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 ottobre 1993, n. 255)

Decreto del Presidente della Repubblica - 26 ottobre 1972 n. 633
"Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto."
(Pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972, n. 292)
[si veda in particolare il punto 41 ter della tabella A parte II]

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Eliminazione delle barriere architettoniche:
detraibilità delle spese

In fase di redazione annuale della denuncia dei redditi è possibile usufruire di detrazioni per spese sostenute per l'eliminazione delle barriere architettoniche all'interno della propria abitazione o in spazi condominiali comuni.

Queste detrazioni sono di due tipi diversi sia in quanto a percentuale di spesa detraibile, sia in quanto a tipologia di intervento ammesso alla detrazione.

 

Detrazione del 41%

La Legge 449/1997 (Legge Finanziaria per il 1998) ha introdotto disposizioni volte a favorire il recupero del patrimonio edilizio; si tratta di norme che consentono la detraibilità delle spese sostenute per diverse tipologie di interventi di carattere edilizio e tecnologico.

Per le parti comuni degli edifici sono ammesse alla detrazione le spese derivanti da interventi volti alla manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione. Le stesse spese, ad esclusione di quelle relative alla manutenzione ordinaria, sono ammesse alla detrazione nelle singole unità immobiliari.

Sarà possibile detrarre - dall'imposta lorda sui redditi delle persone fisiche - una cifra pari al 41% delle spese sostenute. L'importo massimo detraibile non può superare l'imposta lorda stessa; il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è di 150 milioni di lire per ogni anno; va detto che questa agevolazione è valida per gli anni 1998 e 1999.

L'importo detraibile dovrà essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo; viene prevista la possibilità di suddividere tale importo in quote annuali su dieci anni.

 

Un esempio:

spesa sostenuta = 100 milioni;

spesa detraibile = 41 milioni;

importo detraibile dall'imposta lorda per anno = 8.200.000 (ipotesi rapportata ai cinque anni)

Le opere per l'eliminazione di barriere architettoniche sono esplicitamente incluse in queste agevolazioni, sia che gli interventi insistano nelle singole unità immobiliari, sia che siano realizzati in parti comuni degli edifici; questa novità potrebbe contribuire a vincere le resistenze dei condòmini di fronte alle spese per la realizzazione - ad esempio - di un ascensore.

L'agevolazione è riferita alle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 1998.

Le istruzioni per la compilazione del Modello 730/1999 relativo ai redditi 1998, hanno precisato che per poter fruire di questa agevolazione, i contribuenti devono avere rispettato le modalità di richiesta fissate a suo tempo dal Ministero delle Finanze e cioè:

aver trasmesso al Centro di Servizio delle imposte dirette e indirette competente la comunicazione preventiva, relativa ad ogni singola unità immobiliare iscritta al catasto o per la quale sia stata presentata domanda di accatastamento in relazione alla quale s'intende fruire della detrazione. La comunicazione, redatta su apposito modulo, deve riportare la data di inizio lavori e contenere, in allegato, la prescritta documentazione, ovvero una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante il possesso della documentazione stessa;

aver effettuato le spese tramite bonifico bancario da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato, ad eccezione dei pagamenti avvenuti entro il 28 marzo 1998, data di entrata in vigore del regolamento n. 41 del 18 febbraio 1998, attuativo delle norme dettate dall'art. 1 della L. 449/97, per i quali è consentita la detrazione anche se effettuati con strumenti diversi da quelli del bonifico bancario.

 

Attenzione: chiunque può accedere a tali detrazioni indipendentemente dal fatto che il contribuente, o l'eventuale familiare a carico sia disabile.

 

Detrazione del 19 %

Oltre al beneficio di cui si parla sopra, è possibile, in alternativa, accedere alla detrazione del 19 %; questa comporta minori vincoli e obblighi relativamente alle modalità di pagamento e può essere fatta valere in un'unica quota, anziché le cinque o le dieci quote annuali previste per la detraibilità del 41%.

Tuttavia le ipotesi ammesse alla detrazione sono molto limitate e sono ricondotte in seno alle spese sanitarie; possono essere detratte solo le spese relative a:

la trasformazione dell'ascensore adattato al contenimento della carrozzella;

la costruzione di rampe per l'eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;

Come abbiamo detto, le due forme di detrazione sono incompatibili fra loro; le istruzioni al Modello 730/99 e del Modello Unico/99 prevedono tuttavia che sulla parte eccedente il 41% si possa usufruire anche della detrazione del 19%. Ricordando che l'importo massimo ammesso alla detrazione del 41 % è di lire 150 milioni annui, si comprende quanto sia limitatamente applicabile questa eccezione.

Oltre alle fatture, ricevute o quietanze, in questo caso, il contribuente deve dimostrare di essere di essere persona con handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/1992, oppure che lo è un familiare fiscalmente a suo carico.

 

Quali sono i documenti ammessi per dimostrare lo stato di handicap:

i certificati di handicap (non necessariamente in situazione di gravità) rilasciati dalla Commissione ASL ai sensi degli articoli 3 e 4 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;

i certificati di invalidità civile, di lavoro, di servizio, di guerra rilasciati da commissioni pubbliche;

i soggetti già riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell'art. 3 della Legge 104/1992 possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione che non è necessario autenticare se la si accompagna con una fotocopia di un documento di identità del sottoscrittore.

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