Home

Accertamento dello stato di handicap

Permessi lavorativi Diritto allo Studio Disabili e servitù di passaggio

Accessibilità ai seggi elettorali e diritto di voto

Scadenze di fine marzo per i disabili-Terminologia fiscale Dispositivo di segnalazione di emergenza per disabili Sussidi tecnici ed informatici
Accreditamento in conto corrente bancario Decreto ministeriale del 27/1/99 sugli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti Gli importi delle pensioni, indennità e assegni per gli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti Erogazione delle provvidenze economiche per invalidi civili

Permessi lavorativi: nuova circolare INPS

L'INPS, con propria circolare del 18 febbraio (n. 37), è intervenuta per l'ennesima volta a modificare le proprie disposizioni in materia di permessi lavorativi, per dipendenti assicurati INPS, ai sensi dell'articolo 33 della Legge 104/1992.

Vi sono notevoli variazioni rispetto ai provvedimenti precedenti; vediamole in sintesi.

 

Lavoratori disabili in situazione di gravità

• Il lavoratore disabile in situazione di gravità può usufruire solo dei permessi concessi a titolo personale, ma non di quelli per assistere un familiare convivente a sua volta disabile grave.

• I permessi lavorativi possono essere concessi anche al familiare del lavoratore diabile grave che già fruisca in proprio dei permessi, a condizione che:

il disabile abbia effettiva necessità di essere assistito dal familiare convivente lavoratore; questa necessità verrà valutata da un medico della Sede INPS competente;

nel nucleo non sia presente un altro familiare non lavoratore in grado di prestare assistenza. Gli studenti vengono di fatto equiparati ai lavoratori anche nei periodi di inattività scolastica; se universitari devono dimostrare la regolare effettuazione di esami.

• La novità meno favorevole della circolare prevede, contrariamente a precedenti disposizioni, che da parte dei lavoratori disabili non possano essere fruiti cumulativamente nello stesso mese sia i permessi giornalieri di due ore che quelli mensili di tre giorni.
L'alternatività dei due tipi di permessi è ammissibile solo in mesi diversi. Un esempio: il disabile può in marzo utilizzare i tre giorni di permesso e in aprile fruire delle due ore giornaliere, ma non può cumulare tre giorni e due ore nello stesso mese. Il disposto della circolare INPS 211/1996, su questo aspetto, si deve quindi considerare superato.

 

Genitori degli handicappati gravi

• Quando il padre non svolge alcuna attività lavorativa, la madre non può fruire di nessuno dei benefici previsti dall'articolo 33 e cioè:

prolungamento dell'astensione facoltativa;

permessi orari previsti fini ai tre anni di vita del bambini;

permessi giornalieri.

• Nel caso in cui uno dei genitori non lavori è comunque possibile, per l'altro familiare, ottenere i permessi per alcuni "motivi obiettivamente rilevanti" e cioè:

grave malattia del genitore non lavoratore (valutata dal medico INPS);

ricovero in struttura sanitaria del genitore non lavoratore;

presenza nel nucleo familiare di più di tre di figli minorenni;

presenza nel nucleo di un altro figlio di età inferiore a sei anni;

necessità di assistenza del figlio handicappato grave in situazione di gravità anche in ore notturne (valutata dal medico INPS).

• Nel caso di madre lavoratrice dipendente (assicurata INPS) e padre lavoratore autonomo, la prima potrà usufruire di tutti i benefici di cui all'articolo 33 (prolungamento dell'astensione facoltativa, permessi orari fino ai tre anni di vita del bambino, permessi giornalieri).

• Nel caso di padre lavoratore dipendente e madre lavoratrice autonoma, il primo potrà fruire solo dei permessi giornalieri.

Home