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SCADENZE DI FINE MARZO PER I DISABILI

Ogni anno gli invalidi civili debbono adempiere ad alcuni obblighi tesi a verificare la persistenza dei requisiti previsti per godere di alcune provvidenze economiche. L’obbligo di alcune autocertificazioni è stato introdotto, a partire dal 1997, dalla Legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di Razionalizzazione della Finanza Pubblica , art. 1, commi 248-258).

Circa le modalità di presentazione di quelle autocertificazioni nulla è cambiato rispetto all’anno scorso. In breve le dichiarazioni di responsabilità da inviare entro il 31 marzo di ogni anno alla Prefettura competente, sono i seguenti:

1 - dichiarazione di responsabilità in merito alla sussistenza o meno di ricovero per gli invalidi civili titolari di indennit di accompagnamento;

2 - dichiarazione di responsabilità in ordine alla permanenza o meno dell’iscrizione alle liste di collocamento obbligatorio, per i soli percettori di assegno mensile di assistenza;

Per quanto riguarda l’obbligo di dichiarazione della sussistenza dei requisiti per l’assunzione per i disabili appartenenti alle categorie protette assunti con il collocamento obbligatorio, esso era da adempiere una tantum a suo tempo, quindi non è da ripetere quest’anno.

Non sono tenuti a nessuna dichiarazione o certificazione gli invalidi civili percettori di indennità di frequenza o pensione di inabilità, né coloro che percepiscono provvidenze economiche a fronte della cecità civile o del sordomutismo.

Vediamo nel dettaglio come fare.

 

INVALIDI CIVILI TITOLARI DI INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
Cosa devono fare
Gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento sono tenuti a dichiarare se sono ricoverati in istituto o no. In caso affermativo, se a titolo gratuito o meno.

Qual è il ricovero che esclude il diritto all’indennità di accompagnamento
Il ricovero rilevante ai fini della dichiarazione è il ricovero in reparti di lungodegenza o per fini riabilitativi, non il ricovero per terapie contingenti, di durata connessa al decorso di una malattia.

Nel caso in cui, quindi, l’interessato sia ricoverato in reparti di lungodegenza o per fini riabilitativi, per ricovero a titolo gratuito si intende quello in cui la retta-base sia a totale carico di ente o struttura pubblica, anche se eventualmente la persona ricoverata corrisponde una quota supplementare per ottenere un migliore trattamento rispetto a quello "base".

Il ricovero è, invece, a pagamento quando l’interessato (o la sua famiglia) corrisponde tutta o anche solo una quota della retta-base (e l’altra quota sia a carico dell’ente pubblico).

Come fare la dichiarazione
Gli interessati devono utilizzare apposito modello che perverrà anche quest’anno a domicilio dal Ministero dell’Interno attraverso il servizio Postel dell’Ente Poste.

È opportuno verificare che il modulo sia corretto, in particolare che corrisponda alla posizione dell’invalido il contenuto della dichiarazione.

Nel caso in cui il modulo fosse errato o non arrivasse in tempo utile (ad esempio, per disguidi, per cambio residenza...), si consiglia di recarsi in Prefettura per avere un modulo in bianco, riferito alla propria posizione.

La dichiarazione è da compilare con i dati anagrafici del disabile interessato, anche nel caso in cui si tratti di minore, interdetto o inabilitato (in questi casi, la firma sarà, rispettivamente, quella del legale rappresentante, del tutore o del curatore).

Si raccomanda di fare attenzione nel segnare la casella relativa alla propria situazione. Non è necessaria l’autenticazione della firma.

A chi spedirla
Una volta compilato e sottoscritto il modulo va trasmesso (con raccomandata A.R. o raccomandata a mano) direttamente alla Prefettura competente. Si consiglia di conservarne copia per propria documentazione,

Entro che termine
La dichiarazione deve essere trasmessa entro il 31 marzo di ogni anno.

Quali sono le conseguenze dell’omissione di dichiarazione
Nel caso in cui non venga presentata la dichiarazione, intervengono le autorità con delle verifiche d’ufficio.

Nel caso venga accertata l’insussistenza del diritto all’indennità di accompagnamento (per sussistenza del ricovero gratuito), la persona interessata è tenuta e restituire i ratei indebitamente percepiti a decorrere dalla data in cui avrebbe dovuto essere presentata la dichiarazione.

Quali sono le conseguenze di falsità nella dichiarazione
Nel caso in cui la dichiarazione presentata sia falsa, l’interessato è obbligato alla restituzione di tutte le somme indebitamente percepite nonché gli interessi legali maturati sulle stesse.

Cosa fare nel caso in cui l’interessato sia disabile intellettivo o psichico
La dichiarazione annuale è sostituita da un certificato medico, presentato una tantum, senza necessità di rinnovo, per i disabili intellettivi e psichici; pertanto, chi avesse già trasmesso il certificato medico l’anno scorso o due anni fa, non è più tenuto a farlo.

I disabili intellettivi e i minorati psichici che si trovino a dover ottemperare quest’anno per la prima volta o che in passato avessero inviato la dichiarazione, possono trasmettere il certificato medico, contenente l’esatta indicazione diagnostica della minorazione intellettiva o psichica, che sarà valido per tutta la durata della vita dell’interessato. Il certificato può essere redatto dal cosiddetto medico di base oppure dallo specialista.

Chi in passato ha presentato il certificato medico sostitutivo, quest’anno non dovrebbe neanche ricevere a casa il modulo di dichiarazione, in quanto la Prefettura dovrebbe avere preso nota del nominativo. Nel caso in cui, invece, lo si riceva, conviene quindi contattare la Prefettura stessa per verificare il buon esito della precedente trasmissione (ed eventualmente rispedire il certificato medico già trasmesso a suo tempo).

In caso di presentazione del certificato medico, alle autorità competenti spetta la verifica dei requisiti (assenza di ricovero gratuito).

Nascituri
In caso di neonato affetto da minorazione psichica o intellettiva, e riconosciuto invalido civile totale con diritto all’indennità di accompagnamento, i genitori dovranno inviare il certificato medico sostitutivo della dichiarazione di responsabilità entro il compimento del 1° anno di vita.

Minore, o interdetto, o inabilitato
Nel caso di soggetto minorenne, la dichiarazione sarà sottoscritta dal legale rappresentante.

Nel caso di un soggetto interdetto, la dichiarazione va presentata dal tutore. Nel caso di soggetto inabilitato, la dichiarazione va presentata dall’interessato con l’assistenza del curatore

Nel caso in cui il minore, l’interdetto o l’inabilitato interessato sia affetto da handicap intellettivo o psichico, in alternativa è possibile presentare, come detto poco sopra, un certificato medico, contenente l’esatta diagnosi della minorazione intellettiva o psichica. Se è già stato presentato non occorre più mandarlo.

Invalidi civili maggiorenni, non interdetti né inabilitati ma impossibilitati ad autocertificare responsabilmente
Per gli invalidi civili il cui handicap non consente loro di autocertificare responsabilmente, fuori dai casi in cui è presente un rappresentante legale, tutore o curatore, deve essere prodotto un certificato medico in cui sia indicato espressamente e compiutamente la diagnosi delle minorazioni che non consentono all’inabile di autocertificare responsabilmente. La verifica della permanenza dei requisiti di assistibilità avviene d’ufficio.

Cosa fare nel caso in cui l’interessato sia impossibilitato a firmare
Nel caso in cui l’interessato sia impossibilitato a firmare la dichiarazione deve essere sottoscritta da due testimoni, di cui vanno riportate nello spazio apposito le generalità (non devono essere familiari del disabile). Non è necessaria l’autentica delle firme davanti a pubblico ufficiale.

 

INVALIDI CIVILI TITOLARI DI ASSEGNO MENSILE DI ASSISTENZA

Cosa devono fare
Gli invalidi civili parziali, di età compresa fra i 18 e i 55 anni, percettori di assegno mensile di assistenza devono dichiarare responsabilmente di essere ancora iscritti alle liste speciali del collocamento obbligatorio.

Come fare la dichiarazione
L’apposito modulo sarà recapitato al domicilio dell’interessato. È opportuno verificare che il modulo ricevuto sia corretto, in particolare che corrisponda alla posizione dell’invalido il contenuto della dichiarazione.

Nel caso in cui il modulo fosse errato o non arrivasse in tempo utile (ad esempio, per disguidi, per cambio residenza...), si consiglia di recarsi in Prefettura per avere un modulo in bianco.

La dichiarazione chiaramente è da compilare con i dati anagrafici del disabile interessato, anche nel caso in cui si tratti di interdetto o inabilitato (in questi casi, la firma sarà, rispettivamente, quella del tutore o del curatore).

Si raccomanda di fare attenzione nel segnare la casella relativa alla giusta situazione. Non è necessario far autenticare la firma.

A chi spedirla
Una volta compilato e sottoscritto (e fattane una fotocopia per propria documentazione), il modulo va trasmesso (con raccomandata A.R.) direttamente alla Prefettura competente.

Entro che termine
La dichiarazione deve essere trasmessa entro il 31 marzo di ogni anno.

Chi è esonerato
Sono esonerati da questa dichiarazione coloro che abbiano compiuto il 56° anno di età entro il 31 dicembre 1998, avendo diritto all’assegno mensile a prescindere dall’iscrizione alle liste speciali (costoro non dovrebbero neanche ricevere il modulo).

Cosa devono fare coloro che non possono iscriversi alle liste per incollocabilità
Coloro che, pur avendo meno di 55 anni, non possono iscriversi nelle liste del collocamento obbligatorio essendo risultati di possibile pregiudizio, per la natura e il grado di invalidità, alla salute o all’incolumità dei compagni di lavoro e alla sicurezza degli impianti, sono tenuti a rilasciare la dichiarazione, utilizzando il modello: dichiareranno di non essere iscritti alle liste di collocamento e aggiungeranno la motivazione: "Perchè non collocabile", allegando altresì copia del verbale sanitario da cui risulta la valutazione di pregiudizio.

Quali sono le conseguenze dell’omissione di dichiarazione
Nel caso in cui coloro che sarebbero tenuti, non presentano la dichiarazione, intervengono le autorità con verifiche; nel frattempo i pagamenti non vengono sospesi.

Nel caso venga accertata l’assenza del diritto all’assegno a causa dell’insussistenza dell’iscrizione alle liste del collocamento obbligatorio, sarà disposta la revoca della provvidenza a decorrere dalla data di accertata insussistenza del requisito, con il recupero dei ratei corrisposti da detta data.

Quali sono le conseguenze di falsità nella dichiarazione
Nel caso di presentazione di dichiarazione falsa, l’interessato è obbligato alla restituzione di tutte le somme indebitamente percepite, nonché degli interessi legali maturati sulle stesse.

Disabili intellettivi o psichici maggiorenni
La dichiarazione annuale può essere sostituita da un certificato medico, presentato una tantum, senza necessità di rinnovo per i disabili intellettivi e psichici; pertanto, chi avesse già trasmesso il certificato medico l’anno scorso, non è più tenuto a farlo.

I disabili intellettivi e i minorati psichici che si trovino a dover ottemperare quest’anno per la prima volta o che l’anno scorso avessero inviato solo la dichiarazione, possono trasmettere il certificato medico, contenente l’esatta indicazione diagnostica della minorazione intellettiva o psichica, che sarà valido per tutta la durata della vita dell’interessato.

Il certificato può essere redatto dal cosiddetto medico di base oppure dallo specialista.

Chi l’anno precedente ha presentato il certificato medico sostitutivo, nell’anno in corso non dovrebbe più ricevere a casa il modulo di dichiarazione, in quanto la Prefettura dovrebbe avere preso nota del nominativo. Nel caso in cui, invece, lo si riceva, conviene contattare la Prefettura stessa per verificare il buon esito della precedente trasmissione (ed eventualmente rispedire il certificato medico già trasmesso l’anno scorso).

Interdetti, inabilitati
Nel caso di un soggetto interdetto, la dichiarazione va presentata dal tutore. Nel caso di soggetto inabilitato, la dichiarazione va presentata dall’interessato con l’assistenza del curatore.

Nel caso in cui l’interdetto o l’inabilitato interessato sia affetto da handicap intellettivo o psichico, in alternativa si può anche presentare un certificato medico.

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