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Veicoli adattati al trasporto o alla guida di persone disabili: l'IVA

Ai veicoli destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità motoria, la normativa fiscale e tributaria riserva una serie agevolazioni fra cui l'applicazione di una aliquota IVA agevolata; per accedere a questo benenficio è necessario che siano rispettati alcuni requisiti e che si segua un determinato iter.

 

Gli aventi diritto
Hanno diritto all'IVA agevolata (4%):

i disabili titolari di patente speciale con ridotte o impedite capacità motorie con l'obbligo di utilizzare particolari dispositivi di guida;

i disabili motori che per la natura della loro menomazione o perché minorenni non possono conseguire la patente di guida speciale;

i familiari cui i disabili (citati nei due punti precedenti) siano fiscalmente a carico, cioè non siano titolari di redditi propri superiori ai 5.500.000 milioni annui; si ricorda che le provvidenze assistenziali (es.: pensione sociale, pensione di invalidità civile, indennità di accompagnamento o di frequenza) non costituiscono reddito ai fini IRPEF.

Non hanno diritto all'IVA agevolata le persone con disabilità sensoriale (ciechi o sordomuti) o intellettiva o psichica.


Quali sono le condizioni per fruire dell'agevolazione
L'applicazione dell'aliquota IVA agevolata è riservata ai veicoli con cilindrata fino a 2000 centimetri cubici se a benzina e 2500 se con motore diesel.

Ricordiamo che le tipologie dei veicoli ammessi ai benefici in parola sono espressamente previste dall'articolo 8 la legge 449/1997, e cioè:

motocarrozzette veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente ed equipaggiati di idonea carrozzeria;

motoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente;

motoveicoli per trasporti specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;

autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;

autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 o 4,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del conducente;

autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo.

Questo significa, ad esempio, che sono esclusi da queste agevolazioni, i camper, i caravan, e i quadricicli leggeri (per intendersi quelli che possono essere condotti senza patente di guida).

L'agevolazione interessa sia i veicoli nuovi che usati che devono essere adattati prima della vendita o dell'importazione al fine di consentire la locomozione delle persone con disabilità motoria.

L'agevolazione si applica senza limiti di valore del mezzo ed è valida per quattro anni a partire dall'anno di acquisto o di importazione. Se il mezzo venisse cancellato dal PRA - Pubblico Registro Automobilistico (es. distruzione) prima dei quattro anni, si potrà fruire di una nuova agevolazione.


Quali sono gli adattamenti necessari
Gli adattamenti, al trasporto o alla guida, devono essere riportati sulla carta di circolazione del mezzo "agevolato"; la circolare 197/E/1998 ne elenca alcuni a titolo esemplificativo:

pedana sollevatrice ad azione meccanica o elettrica o idraulica;

scivolo a scomparsa ad azione meccanica o elettrica o idraulica;

braccio sollevatore ad azione meccanica o elettrica o idraulica;

paranco ad azionamento meccanico o elettrico o idraulico;

sportello scorrevole e sedile simultaneamente scorrevole e girevole atto a facilitare l'accesso del disabile nell'abitacolo;

sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile e cinture di sostegno;

modifica dei comandi di guida prescritta dalla Commissione Medica apposita (ivi compreso il solo cambio automatico).

E' importante sottolineare che una nota del Ministero dei Trasporti del 5 gennaio 1999 (prot. 2676/4332 UdG 8002) ha precisato che per il momento questo elenco deve considerarsi tassativo. Questo significa che nessun altro adattamento può essere accettato come finalizzato al trasporto per le persone con disabilità.


Acquisto o importazione: quale documentazione presentare
Chi acquista o importa un veicolo deve esibire al cedente o all'ufficio doganale (nel caso di importazione), i seguenti documenti:

fotocopia della patente speciale, o la richiesta avanzata per l'ottenimento della patente speciale; nel caso del disabile "trasportato" e, quindi, non in possesso di patente alcuna, tale documento non è, ovviamente, richiesto;

certificazione attestante l'invalidità di carattere motorio rilasciata da Commissioni pubbliche deputate a tale accertamento;

atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto non si è beneficiato dell'applicazione dell'IVA agevolata sui mezzi in questione; nel caso in cui il mezzo "agevolato" sia stato cancellato dal PRA, dovrà essere esibita la relativa documentazione solitamente rilasciata da quell'ente;

atto attestante che il disabile è fiscalmente a carico, nel caso in cui sia il familiare ad acquistare il mezzo.

Riguardo alla certificazione di invalidità vale la pena ricordare quanto previsto dalla 186/E relativa al bollo auto, cui anche la circolare 197/E (relativa all'IVA) si richiama.

sono ammissibili tutte le certificazioni rilasciate da organi abilitati all'accertamento dell'invalidità (civile, stato di handicap, sul lavoro, per servizio, di guerra, ecc.) a patto che sia precisato che si tratta di menomazione che comporta una ridotta o impedita capacità motoria;

sono ammissibili tutte le certificazioni che, pur non indicando esplicitamente la riduzione della capacità motoria, permettono di desumere una incapacità o una difficoltà di deambulazione; ad esempio, se la certificazione indica che il soggetto è tetraplegico o affetto da una miodistrofia grave, la certificazione è sufficiente;

è ammissibile la copia dell'istanza di accertamento dell'handicap già presentata alla propria Azienda ULS, nei casi in cui gli interessati siano ancora in attesa di visita o di risposta.

Nel caso non fosse possibile esibire copia della certificazione di invalidità (ad es. in caso di smarrimento), potrà essere resa una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà - non autenticata - in cui l'interessato dichiarerà di essere stato già sottoposto a visita che ha accertato la sua invalidità per ridotte o impedite capacità motorie. Ribadiamo che comunque vi deve essere già stata una certificazione da parte di Commissione abilitata all'accertamento dell'invalidità.

Tale possibilità è stata rafforzata dall'approvazione della Finanziaria per il 1999 (L. 448/1998, art. 39), sono ammesse anche le autocertificazioni dei soggetti che già abbiano ottenuto il certificato di handicap (comunque motorio) ai sensi degli articoli 3 e 4 della Legge 104/1992. In ogni caso non è richiesta la situazione di gravità dell'handicap.


Per tutti i casi che esulano da quelli sin qui elencati, è necessario produrre una certificazione aggiuntiva attestante le ridotte o impedite capacità motorie permanenti che verrà rilasciata dalle Commissioni di cui all'art. 4 della legge 104/1992 cioè quelle che certificano anche lo stato di handicap.

 


Accessori e relativo montaggio
La circolare 197/E/1998 ricorda che l'IVA agevolata può essere applicata anche alle prestazioni rese da officine per adattare i veicoli, anche usati, e sulle cessioni di strumenti e accessori montati sui veicoli.

In merito a questi accessori, la disposizione precisa che, solo gli strumenti che hanno una connessione funzionale con l'invalidità possono godere dell'agevolazione in parola.

La documentazione necessaria per accedere a questo tipo di agevolazione è limitata ad una autodichiarazione in cui l'acquirente specifica che l'invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie e, se necessario, che il disabile e fiscalmente a carico

 


Quali sono le incombenze di chi vende?
Il cedente, in tutti i casi sopra elencati deve:

indicare nella fattura gli estremi della Legge 97/1986 (se l'acquirente è titolare di patente speciale o se è in attesa di conseguirla o un familiare) oppure della Legge 449/1997 (se l'acquirente è un disabile non patentato o un familiare);

comunicare entro 30 giorni all'ufficio IVA, competente nei confronti dell'acquirente, la data dell'operazione, la targa automobilistica dei veicolo, i dati anagrafici e la residenza dell'interessato

 

Normativa di riferimento

Circolare del Ministero delle Finanze 31 luglio 1998, n. 197/E
"IVA - Aliquota - Veicoli adattati ad invalidi"

Circolare MTCT 27 luglio 1998, n. 65
"Legge 27 dicembre 1997, n. 449. Agevolazione previste dall'art. 8 per i veicoli adattati a favore di soggetti portatori di handicap con limitate capacità motorie permanenti."

Legge 27 dicembre 1997, n. 449
"Misure per la razionalizzazione della finanza pubblica."
Si veda in particolare l'art. 8, comma 3

Legge 28 luglio 1989, n. 263
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 29 maggio 1989, n. 202, recante disposizioni urgenti in materia di imposta sul valore aggiunto e di agevolazioni tributarie per le zone settentrionali colpite da eccezionali avversità atmosferiche nei mesi di luglio e agosto del 1987, nonché in materia di consumo sul gas metano usato come combustibile."

Decreto del Ministero delle Finanze del 16 maggio 1986
"Disposizioni per l'assoggettamento all'imposta sul valore aggiunto con aliquota ridotta dei veicoli adattati ad invalidi."

Legge 9 aprile 1986, n. 97
"Disposizioni per l'assoggettamento all'imposta sul valore aggiunto con aliquota ridotta dei veicoli adattati ad invalidi."

Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633
"Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto."
Si veda in particolare la tabella A parte, II punti 31 e 33

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